Etnografologia

Viaggio alla scoperta delle magnifiche 10!

“La scrittura esiste solo in una civiltà

e una civiltà non può esistere senza scrittura”

 

Così come “l’uomo scrivendo descrive se stesso” (M: Pulver) altrettanto accade per un popolo: la stessa forma delle lettere è la storia dei popoli stessi.

 

Scrittura ARABA

 

Derivata dall’ antico alfabeto aramaico, la scrittura araba è uno dei tre moderni alfabeti semitici (insieme all’ ebraico e al siriano). Diffusa anche fuori dei paesi arabi (in Iran, Afghanistan e Pakistan) questa scrittura oggi è parlata da più di 200 milioni di persone e include oltre 30 varietà linguistiche (egiziano, algerino, marocchino, maghrebino…). L’ alfabeto arabo, composto da 28 lettere base, si scrive da destra verso sinistra, un segno grafologico legato all’ introspezione, al passato, all’ attaccamento alla propria origini e alla diffidenza per il nuovo. Le lettere si presentano fluide, legate l’ una all’ altra da un filetto che lo scrivente può prolungare a suo piacimento. Grafologicamente questo permette un’ espressione continua e “libera” della propria energia, senza stacchi che interrompano il fluire dell’ azione. E’ una scrittura altamente sinuosa che ricorda i segni lasciati sulla sabbia dalle creature del deserto (non potrebbe essere diversamente) e che somiglia graficamente ad un orizzonte formato da dune incessantemente scolpite dal vento. E’ una scrittura che rivela un carattere nervoso e sicuro, forte ma elastico al tempo stesso.

Scrivere in arabo significa dover possedere un dinamismo grafico (segno di grande vivacità mentale e fisica) che ha bisogno di mano ferma e sicura dotata di una grande qualità del tracciato. Gli insuperabili maestri calligrafi arabi ne sono uno straordinario esempi: guerrieri con la penna al posto della spada. La ricca varietà grafica dei vari stili calligrafici della lingua araba ci mostra una  scrittura con svolazzi, ricci e tratti extramodello, tutti segni che indicano passionalità, energia da spendere e amore per il gesto enfatico, a volte eccessivo ma che serve a sottolineare il discorso. Rigore e misura coperti da fantasia e passione.

 

Edoardo Triscoli, introduzione all’“etnografologia

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