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Etnografologia
Viaggio alla scoperta delle magnifiche 10!
“La
scrittura esiste solo in una civiltà
e
una civiltà non può esistere senza scrittura”
Così
come “l’uomo scrivendo
descrive se stesso” (M: Pulver) altrettanto
accade per un popolo: la stessa forma delle lettere è la storia dei
popoli stessi.
Scrittura CIRILLICA

Due fratelli,Metodio e Costantino (che prima di morire prenderà
i voti con il nome di Cirillo), ricevettero dai principi di Kiev l’ immane compito di unificare la Russia partendo da un punto di vista linguistico-religioso. Questo
enorme paese aveva due anime: quella occidentale che scriveva in greco e
quella slava che si esprimeva con l’ antica
scrittura glagolitica (presente in Croazia
quasi sino alla fine del 1.800).
Metodio e Cirillo (da cui il nuovo alfabeto prenderà il nome)
attraverso le sacre scritture misero le basi per unire linguisticamente
la Russia e
i paesi di cultura slava. La storia farà scegliere ai paesi vicini all’ area cattolico-romana il latino, mentre i restanti
adottarono il cirillico, ancor oggi usato da 257 milioni di russi e da 160
milioni di persone di altre etnie (serbi, macedoni, bulgari…).
Modellato sul greco ma con “debiti” anche latini, l’ alfabeto cirillico si fa subito notare per la sua
maestosità: una frettolosa occhiata lo potrebbe scambiare per il
latino inciso sui monumenti con cui divide una certa solennità
grafica, ma non è così, la somiglianza è ingannevole (la
loro B corrisponde alla nostra V e la
P è la nostra R, ad esempio).
E’ un alfabeto con
prevalenti segni diritti (simbolo di volontà) e verticali (indizio di
autoaffermazione); presenta anche linee curve, quasi sempre però
accompagnate da un tratto dritto. In una analisi
grafologica, trovandosi davanti alla presenza contemporanea di tratti curvi e
rettilinei, sappiamo che lo scrivente “ospita”allo stesso momento
sensibilità e rigore, dolcezza e durezza, sentimento e volontà:
La letteratura russa, una delle più famose ed importanti del mondo, ne
è una magnifica testimonianza. Le lettere dell’
alfabeto cirillico presentano quasi tutte un piedino, un trattino finale
che “stoppa” le aste, terminandole bruscamente: è un segno
di grande e costante autocontrollo, di una volontà che sa (spesso dolorosamente
e con sforzo) quando fermarsi per impedire agli impulsi di tracimare.
E’ l’ anima russa, buona e triste, forte
e tragica, espressione di un popolo che ha sofferto ma senza mai perdere la
sua grandezza.
Edoardo Triscoli, introduzione all’“etnografologia”
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delle Magnifiche 10!
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