Etnografologia

Viaggio alla scoperta delle magnifiche 10!

“La scrittura esiste solo in una civiltà

e una civiltà non può esistere senza scrittura”

 

Così come “l’uomo scrivendo descrive se stesso” (M: Pulver) altrettanto accade per un popolo: la stessa forma delle lettere è la storia dei popoli stessi.

 

Scrittura EBRAICA

 

 

Parlato a tutt’ oggi da oltre dieci milioni di persone l’ ebraico affonda le sue radici nella lingua dei Fenici che, grazie alla loro abilità di navigatori e mercanti, imposero la loro lingua (facile da capire e da scrivere) come la lingua commerciale di tutto il Mediterraneo antico. Estinto poi nel 250 a. C. con l’ adozione dell’ aramaico (la lingua degli Aramei, carovanieri dediti ad attività commerciali),  l’ ebraico sopravvisse solamente come lingua letteraria e liturgica fino al XIX secolo in cui ritornò come lingua degli ebrei di Palestina. Un rarissimo caso di resurrezione linguistica che testimonia la fedeltà culturale del popolo ebraico verso le proprie radici. La grafia della lingua ebraica, infatti, è rimasta inalterata per venti secoli con variazioni stilistiche ma non strutturali. 

EBRAICAOrientata da destra verso sinistra (caratteristica grafologica rivelante grande attenzione e difesa della propria identità culturale), la scrittura ebraica viene usata anche per trascrivere altre lingue come lo yiddish (lingua indoeuropea tedesca) e il ladino (lingua neolatina spagnola) dimostrando la fortissima capacità di adattamento degli ebrei, caratteristica che ritroviamo nella grande sinuosità dell’ ebraico corsivo. Completamente diversa e più nota esteticamente è la forma tipografica della scrittura ebraica, detta quadrata, che in effetti quadrata non è, essendo inscrivibile in un rettangolo verticale. 

Ci troviamo di fronte ad una scrittura solenne, scandita da un ritmo regolarissimo (come la musica ebraica e le litanie religiose dei fedeli davanti al Muro del Pianto).                 
E’ una scrittura che non ha maiuscole (anche se sembra tutta maiuscola) e che non spezza le parole in fine riga. Nell’ ebraico la parola è sacra ed ha un valore assoluto: Dio crea il mondo con la Parola. Espressione di una cultura forte ed antica dagli intensi contenuti esoterici, la scrittura ebraica sembra “fiammeggiare”: le lettere presentano tutte un segno più o meno lungo con una piccola punta che si dirige decisamente verso l’ alto, segno di una insopprimibile e costante tensione verso lo spirito e il divino. Ricorda il roveto ardente dove Dio diede a Mosè le Tavole della Legge, scritte sulla pietra, scritte per durare in eterno: la parola di Dio che viene consegnata all’ uomo attraverso la scrittura.

 

 

Edoardo Triscoli, introduzione all’“etnografologia

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