Etnografologia

Viaggio alla scoperta delle magnifiche 10!

“La scrittura esiste solo in una civiltà

e una civiltà non può esistere senza scrittura”

 

Così come “l’uomo scrivendo descrive se stesso” (M: Pulver) altrettanto accade per un popolo: la stessa forma delle lettere è la storia dei popoli stessi.

 

Scrittura TIBETANA

 

 

La tradizione vuole che nel 630 d. C. il primo re tibetano convertitosi al buddismo inviasse nel Kashmir un suo primo ministro con l’ ingrato compito di “inventare” una scrittura  con cui il Tibet potesse tradurre i sacri testi buddisti. Nonostante la dolorosa diaspora a seguito dell’ invasione cinese nel 1950 il tibetano è utilizzato da oltre 6 milioni di persone stabilitesi in India ed in alcuni paesi occidentali. Pur conservando ancora qualche parentela grafica con il sanscrito, la scrittura tibetana  presenta per ogni sillaba una evidentissima linea orizzontale superiore da cui partono decisi segni bassodiretti e verso destra: è un soggettivismo marcato che però si direziona verso l’ altro, come uno studioso che approfondisce la sua cultura ma che poi la divide con gli altri.

 E’ la grande lezione del Buddismo: imparare per insegnare. Il tibetano ha una grafia che risente molto dello strumento scrittorio (cannucce di legno e/o bambù) e il suo andamento è destrorso, elegante ed appuntito. Ci parla di socialità ma anche di acutezza di pensiero, di autodisciplina e di controllo senza repressione. Il segno vocalico per scrivere la “o” è posto sopra il rigo ed assomiglia graficamente ad un uccello in volo dalle grandi ali spiegate. Grafologicamente indica lo spirito che si eleva, che esce dal quotidiano per raggiungere vette più alte, ideali più spirituali. Fedele come pochi al credo buddista il Tibet fu l’ unico paese ad applicare realmente il disarmo unilaterale (e infatti fu subito invaso) dimostrando che lo spirito può sfidare la spada, ma che la spada senza spirito è purtroppo vincente. Non sempre ne uccide più la penna che la spada.

 

 

Edoardo Triscoli, introduzione all’“etnografologia”

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