
Ai Churek Oyun… come la luna nera
di
Ermanno Visintainer
Il mese scorso, domenica 21
novembre 2010, è improvvisamente venuta a mancare, in seguito ad un attacco
cardiaco, ad appena 45 anni, con gli otto fili bianchi di purezza che –
secondo la tradizione sciamanica tuvina – contraddistinguevano il suo
tema astrologico, Ai Churek Oyun, la più nota sciamana della Federazione
russa.
Originaria della Repubblica di Tuva, una provincia turcofona incastonata fra
la Mongolia e
la Siberia meridionale, la
sua morte precoce ed inattesa lascia sgomente e confuse le innumerevoli
persone che, oltre nella propria patria anche a livello internazionale,
avevano avuto modo di conoscerla ed apprezzarla nel corso degli ultimi tre
lustri.
Discendente da una potente stirpe di sciamani – come riportano Costanzo Allione e Anna Saudin nel suo profilo biografico
intitolato “Ai-Tchourek…come la luna”
– il suo nome tanto icastico ed
evocativo (Cuore di luna)
le segnò il destino fin dalla nascita, preconizzando le sue facoltà
sciamaniche di dominio sul tempo atmosferico. Uno dei motivi centrali e
specifici dello sciamanesimo siberiano e turco-mongolo.
Costituito dalla parola Ay – luna e Čürek – cuore, il nome, diffuso
– nella sua componente selenica – in tutto il mondo turcofono, dalla Yakuzia fino all’Adriatico (sia nella versione
femminile sempre tuvina di Ayda – sulla luna, kazako-uiguro-uzbeca di Ay Gül- Rosa della luna e standardizzata maschile di Ay Han- Sovrano della luna) era
dovuto – come scrive Allione – ad una notte di tempesta placatasi
allorché uno spiraglio di luna alleviò il travaglio della madre, apportandole
sollievo. Ed analogamente alla serenità e al tepore che essa infonde nel
cuore dei cacciatori nella taiga, un’equivalente sensazione avrebbe
suscitato nel cuore delle persone che le si sarebbero accostate.
Ai Churek divenuta famosa all’inizio degli anni Novanta per aver preso
parte al I° Congresso Internazionale di Sciamanesimo
tenutosi a Kyzyl, la
capitale della Repubblica di Tuva, in cui ebbe modo di dimostrare le sue
facoltà prodigiose, in seguito venne anche in Italia per prendere parte a
forum internazionali e seminari.
Costanzo Allione ne produsse un eccellente documentario intitolato: Cuore di Luna, il mondo magico degli sciamani di
Tuva, Where the Eagles fly, che
sembra parafrasare il libro del grande studioso connazionale di Ai Churek, il
prof. Monguš Kenin Lopsan, Magija
Tuvinskikh Šamanov (
La Magia degli Sciamani di Tuva) oltre a
descriverla in un paio di pubblicazioni.
Presidentessa dell’associazione sciamanica "Tos Deer" (Nove Cieli), nel
maggio dell’anno scorso accoglieva sul suolo di Tuva il Tamburo
sciamanico dei Sami, questa stirpe ugro-finnica del Nord-Europa, rimasta
fedele alle antiche credenze animistiche. Definito anche “Tamburo del
Mondo”, era partito da Oslo nell’ottobre del 2006 e faceva parte
di un progetto internazionale di sensibilizzazione verso la sacralità della
natura.
Questa sua improvvisa
dipartita, a distanza di quasi dieci anni dal mio ultimo incontro con lei,
scuote e rammarica anche me, generando un gorgo d’immagini e
d’emozioni che irrompono nella mia mente.
Mi riporta istintivamente a
quel primo seminario durante il quale la vidi per la prima volta, attratto
dalla curiosità etno-linguistica. Ricordo il suono del suo tamburo rimbombare
in me, inflessibile e catartico, smuovendo le energie più recondite ed
ancestrali del mio essere. Poi verso sera mi sentii febbricitante e perciò mi
accomiatai dicendole – domani non ci sarò, ho la febbre e voglio
salutarti ora.
Questa non è febbre – replicò – è il tuo debutto con lo
sciamanesimo, se domani verrai, ti farò un trattamento! –.
Evidentemente ciò a cui Ai Churek si riferiva era un prodromo di quello stato
che il prof. Filippani Ronconi, studioso di tradizioni religiose –
anch’egli scomparso di recente – definiva
“autopirogenesi”: una manifestazione di tapas o
“calore magico”, “ardore ascetico”, in sintesi una
forma di iniziazione. Dopo il trattamento la sensazione di febbre scomparve
sostituita da un senso di benessere pervadente, quindi ebbi il modo di incontrarla
ancora per molte volte.
L’ultimo ricordo che
ho di lei è il suo viso sorridente allorché mi invitava a Tuva, una promessa
che a causa delle vicissitudini della vita non sono mai riuscito ad esaudire
e che a questo punto non potrò mai.
Cosa sarà successo? Al di là del mero dato fisiologico-meccanicistico, quale
sarà stata la causa della sua morte?
Lo sciamanesimo non è una via devozionale, fideistica, bensì una via di conoscenza, secca, eroica, una via di contatto con
poteri ed energie e pertanto anche intrisa di rischi e di pericoli. Lei ne
era pienamente consapevole. Lo sciamanesimo non è fantasia – soleva
dire – riferendosi verosimilmente a quelle rivisitazioni sincretistiche
d’oltreoceano che ce lo propongono nella versione fai da te
all’interno delle mura domestiche. Ma nel contempo non lo descriveva
nemmeno come qualcosa di remoto ed irraggiungibile se non attraverso quelle
fantomatiche iniziazioni regolari di cui parlava Guenòn nei suoi libri,
accessibile solo a chi fosse nato in un determinato contesto; salvo poi
eludere il tabù facendo leva su quel becero autoritarismo che scaturisce
dalla presunzione accademica, se non peggio ancora dalla pecunia.
Il suo approccio era pragmatico ed aperto; universalistico si potrebbe dire.
Il decesso dunque? L’esito di una lotta fra sciamani? Quello Spirito
con le corna della Montagna Rossa di uno dei racconti descritti da Allione,
venuto a prendersi la sua vita? Chi lo può dire. Certo è che Ai Churek lascia
un vuoto – credo – nel cuore di tutti quelli che l’hanno
conosciuta.
Ai Churek lascia un vuoto – credo
– nel cuore di tutti quelli che l’hanno conosciuta.
Ai Churek Oyun, che tu possa dimorare presso
l’Eterno Cielo Azzurro,
l’Üzä kök Täŋgri delle steli dell’Orkhon o il Kök Deer,
il misericordioso Kaira Khan tuvini.
Ti incontreremo nei nostri sogni!
Note sull’autore:
Dott. Ermanno Visintainer Laureato in lingue e
letterature orientali presso l’Università Ca' Foscari di
Venezia. Turcologo, ha seguito corsi d'approfondimento in loco, di varie
lingue, fra cui mongolo e cinese. Collaboratore scientifico di lingua e
letteratura ciagataica per riviste specializzate nazionali. Ha avuto
recensioni all'estero. È membro co-fondatore del Centro Studi Vox
Populi www.vxp.it e della rivista VXP.
Al-Thai www.al-thai.com
Ermanno Visintainer Asokananda's Authorized Teacher senior
Pergine Valsugana
,
TN
,
Italy
mailto: ermanno@al-thai.com - erenvis@yahoo.it
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