Uno scorcio di
Thailandia
Questo vivace resoconto della Dott.ssa Caterina
Brunelli, ci è stato cortesemente concesso dall’Associazione VersOriente http://www.versoriente.net che ringraziamo per l’amichevole collaborazione.
Ayutthaya
-l'isola circondata da tre corsi d'acqua-
Autore: Dott.ssa Caterina Brunelli
Situata in
posizione pianeggiante e distante soltanto 72 km di linea ferroviaria da
Bangkok, Ayutthaya appare quasi un’isola
circondata ad ovest e a sud dal fiume Chao Phraya,
ad est dal Pa Sak e a nord da un piccolo corso d’acqua che
originariamente costituiva il fiume Lop Buri.
Dopo una memorabile visita al parco archeologico di Sukhothai decido assieme ai miei compagni di viaggio: -l’immancabile Agnese, un
buffo ragazzo canadese francofono del Quebec e un giovane 23enne inglese
sportivo e biondissimo- di dedicare un paio di giorni alla visita di questa città
dall’importanza storica innegabile.
Nel XIV
secolo il Re thai U-thong designò Ayutthaya capitale del suo
regno (1350), durato fino al 1767 quando l’invasione birmana ne
decretò la capitolazione: a tutt’oggi e’ possibile
visitare gli edifici storici di maggior interesse semplicemente girando per
la città in tuk- tuk,
un curioso incrocio, tipico di questi paesi, tra un motorino e un’
"ape" dotato di tendine e lucine multicolori).
Appena varcato il casello per Ayutthaya il pullman V.I.P. il cui
biglietto (è vero, comprensivo di ticket buono pasto, aria
condizionata, krapfen all’albicocca e ben due bicchieri di coca cola
ghiacciata) ci era costato la bellezza di 250 baht,
ci scarica ai margini della superstrada, dove un signore ben piazzato sulla
quarantina, ci sta aspettando al volante di una berlina scassata color
argento, nido di zanzare dotato di un unico sedile sul davanti e agghindato
con coroncine di fiori votive e immagini di monaci emaciati che penso possano
assolvere alla stessa funzione del nostro san Cristoforo.
Un breve tragitto ed eccoci alla "Ayutthaya Guest House",
più simile ad una maison
française che ad un resort thailandese, dove ci viene immediatamente proposto di
partecipare ad un tour serale presso alcune tra le più suggestive
testimonianze storico-artistiche che la città può offrire.
Accettiamo entusiasti all’idea di poter finalmente assistere ad un tramonto diverso dal solito
e il proprietario della guest house, un Frank Zappa thai in T-shirt nera, jeans risvoltati ad arte e
infradito, ci conduce al mausoleo ottocentesco della "montagna
d’oro" al suono delle canzoni di
Anita Baker e Otis Redding.

Ci arrampichiamo sulla ripida scalinata di accesso, e dopo aver goduto di una
vista mozzafiato -le rovine della città immerse in quella luce
violetta che, non a caso, sembra diventata il colore nazionale della
Thailandia- raggiungiamo un altro gruppo di turisti allo scopo di pianificare
quello che sarebbe stato il nostro tour il giorno seguente.
Trascorriamo una
serata non proprio folkloristica in un pub thai-irlandese (dove, ancora non
ci credo, ho trovato persino il ginger!) e la mattina seguente, puntuale alle
9.00 come un orologio
svizzero, eccolo... il nostro autista personale, capello laccato e baffi, ray-ban a goccia e camicia e tuk-tuk dei colori della Giamaica.
Inizia così il tour di tre ore per la città: il Wat
Phra Si Sanphet, il tempio più grande e bello di Ayutthaya
(equivalente al Tempio del Buddha di Smeraldodi Bangkok) i cui tre stupa conservano i resti del re
Borom Trai Lokanat e dei suoi due figli, il vihanPhra Mongkon Bophit, contenente una statua che ritrae l’Illuminato
nell’atto di sottomettere Maraalta più di 12 m., il Wat
Maha Tat, costruito per opera del secondo e quarto re di Ayutthaya
come santuario delle reliquie del Buddha conservate all’interno
di 7 stupa in miniatura posto l’uno
dentro l’altro e in ultimo il Wat Ratcha- burana,
edificato nel 1424 dal re Borom Racha II sul luogo della cremazione dei due
fratelli, e decorato da pregevoli lavori in stucco e da affreschi in rosso ed
oro incentrati sulla figura del principe Siddhartha.
Il giro si conclude con la visita al Wat Suwan Dararam,
conosciuto come il tempio della dinastia Chakri e fondato dal padre del re Rama I, al cui interno abbiamo potuto ammirare
affreschi di creature celesti e illustrazioni di storie jataka.
La mattina
successiva, preso commiato dai nostri compagni di viaggio, Agnese ed io
decidiamo di provare l’efficienza dei treni locali percorrendo quei 72
km di ferrovia che ci separavano dal rientro a "casa", a Bangkok.
Il biglietto
costa solo 15 baht, la stazione ci appare efficientissima e il controllore,
in perfetto inglese (provate a fare il confronto con la stazione
Termini!!!!!) ci avverte che il treno, sfortunatamente, farà ben 10
MINUTI di ritardo.
Osserviamo tutte quelle persone vestite a festa e ci sentiamo sempre
più simili a loro: è il 5 dicembre, il 77 compleanno del re
Rama IX, e siamo tutti ansiosi di celebrare i festeggiamenti per le strade
della capitale.
Arriviamo a destinazione e un taxista ci chiede 200 baht per portarci a Khao San Road. Sconvolte,
ribattiamo che gliene avremmo dati al massimo 100 e lui accetta, scoppiando
nella risata più allegra che abbia sentito negli ultimi tempi e
riuscendo solamente a dire "you’re the number one!
you’re the number one!".

Per un ulteriore approfondimento degli argomenti trattati si consiglia di
consultare i testi sul Buddhismo e sulla vita di Siddhartha Gautama facilmente
reperibili ovunque. Ho inoltre trovato interessante e di grande
utilità la lettura del manuale intitolato "Lineamenti di Arte e
Architettura Thailandese, un manuale per le guide turistiche", edito nel
novembre 2002 dalla Facolta’ di Lettere
dell’Università’ Chulalongkorn di Bangkok, Progetto della
Diffusione delle Opere Accademiche, vol. 83, a cura di Chatsuni Sinthusing,
Graziella Zanon e Paolo Piazzardi. VersOriente-
04/04/2007
Chi è Caterina Brunelli? Laureatasi con lode
nell’aprile 2003 in Storia dell’Arte dell’Estremo Oriente,
è archeologa specializzata in sud-est asiatico, dal dicembre 2003
collabora attivamente con
la Fondazione Ing. C.M. Lerici - Politecnico di
Milano, nell’attività di scavo archeologico e restauro
conservativo in qualità di archeologo di campo. Dal 2003 al 2006 ha
partecipato ai progetti di scavo, ricerca e restauro "Vat Phu and
Associated Ancient Settlements within the Champasak Cultural Landscape",
Champasak, Lao PDR, e "Safeguarding My Son World Heritage", My
So’n, Quang Nam, Viet Nam, finanziati dal Ministero degli Esteri
Italiano attraverso l’UNESCO. Per VersOriente si occupa
dell’area Sud-Est Asiatico, ed è l’organizzatrice di
diversi eventi e festival.
il portale per gli amanti
dell’Asia
http://www.versoriente.net email: info@versoriente.net
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Contatti e informazioni: info@waithai.it - Tel.: 347 1638 121
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