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Alzheimer &
New
Age l’Alzheimer è
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Cos’è
lo stress? Insieme di reazioni di allarme dell’organismo
provocate da qualsiasi agente offensivo (stanchezza, emozione,
intossicazione, infezione, trauma, ecc...). La causa dello stress
può essere di natura biochimica, come la liberazione di istamina, di
natura fisica come una malattia o una ferita, il surmenage; o di natura
emotiva, per esempio una forte Ogni individuo può essere soggetto a stress
emotivo, ma alcuni vivono continuamente sottoposti ad ansietà e a
preoccupazioni. Se lo stress è costante e l’individuo non
riesce ad adattarvisi, ne può conseguire una malattia psicosomatica.
Il paziente può allora soffrire di tutta una serie
di sintomi: mal di testa, disturbi digestivi, asma, allergie, dolori
toracici, disturbi circolatori o cardiaci, crisi di panico, insonnia o
altro.
(Definizione di “stress”, tratta da un
dizionario) |
D’altronde, alcuni segnali di stress, nel corso della nostra vita, sono stati e continuano ad essere essenziali e provvidenziali, per la nostra sopravvivenza, mentre altri tipi di stress che non riusciamo a elaborare e superare del tutto; creano uno stato di sovraccarico nella nostra psiche e nella nostra anima, una sorta di lesione o cicatrice cronica, che somatizziamo e fisicizziamo poi nel corpo.
Non credo sia un caso, che in questa epoca, e in modo particolare in Occidente, si noti un aumento delle malattie psicosomatiche e del disagio mentale. Probabilmente questo si verifica ovunque nel mondo, ma la maggior parte degli occidentali non ne è consapevole.
Tuttavia, solo da pochi decenni, la classe
medica occidentale, accetta e riconosce la complessità e nello stesso
tempo, l’unicità, dell’individuo e ne ammette la
singolarità; stimolata dalla richiesta da parte dell’utenza, di
una medicina più umana e in parte dalla ipotizzabile prospettiva di
nuovi introiti. È “il ritorno alla saggezza degli Antichi”;
la rivalutazione di cure e rimedi definiti tradizionali, alternativi o
naturali, di tecniche e metodi di origine prevalentemente orientale, che
considerano l’essenza della persona nella sua interezza. Probabilmente,
questo giustifica il motivo per cui l’espressione
“psico-somatico”, oggi è più diffusa e maggiormente
accettata rispetto ad una volta.
Questo
forse, svela il successo della New Age?
L’evoluzione
e l’incremento di queste sindromi degenerative, purtroppo così
subdole e ambigue all’inizio, devastanti per la persona e per il suo
contesto famigliare, non possono forse, essere considerate anche come una malattia
dell’anima,
specchio del disagio di una
società ammalata di stress? Essere ammalati di Alzheimer oggi
verosimilmente è “trendy” ma non è “politically
correct”. Non sappiamo più accettare la vecchiaia e morte
come parte integrante della Vita; e talvolta le strutture sociali, non sono
adeguate alle nostre esigenze di utenti.
Quando non
riusciamo più a sostenere i ritmi del quotidiano, ci ritiriamo in un
nostro “mondo a parte”, dove c’è meno
sofferenza, dove il dolore dell’anima è più tollerabile.
Poiché non abbiamo più strumenti o spazio utile per gestire lo
stress, la coscienza lo emargina, lo rigetta e il nostro sistema cerebrale
modifica la sua struttura e le sostanze che abitualmente genera, per
adeguarsi all’emergenza; così lentamente, anche il corpo si
adegua al nuovo modello, e si modifica in base ai messaggi chimici e fisici
che riceve dal cervello.
Non riusciamo a stare al passo con i tempi sempre più veloci che ci vengono imposti. Non siamo più adatti a questa realtà, così ne plasmiamo un’altra, presumibilmente un po’ meno dolorosa, dove la consapevolezza è diversa dal modello, che la società in cui viviamo esige da noi e stabilisce come adeguato.
Molte persone, per trovare conforto o sollievo al proprio personale malessere interiore o alla propria presunta inadeguatezza, intraprendono una ricerca di soluzioni o accorgimenti, al fine di migliorare la qualità della propria vita.
È
questa la mitica e perenne ricerca del GRAAL?
Altri, forse più deboli, oppure con minori strumenti, o soltanto più stanchi e affaticati, desistono e si arrendono, cedono alla malattia. Forse l’istinto di sopravvivenza è immortale, e questa è la scelta del male minore, in alternativa all’evento definitivo, considerando quale è il nostro concetto occidentale di Morte. Una Vita a regime ridotto.
Come familiare di un
malato di Alzheimer, anzi di due (cerco sempre le “offerte
speciali”!), questa esperienza, particolarmente all’inizio, prima
di comprendere e contrastare, o almeno cercare di contenere la malattia,
è stata sconvolgente, destabilizzante, oso dire distruttiva. Non
riuscire più ad essere in contatto emotivo con la persona, non essere
in grado di comunicare con un senso logico (almeno per me): -a domanda,
risponde...- come andare a sbattere contro un muro di gomma o guidare a
fari spenti nella nebbia. La stanchezza, lo sfinimento,
l’esasperazione, la solitudine, la rabbia, il dolore,
l’impotenza, sono stati i miei compagni di viaggio in questo terribile periodo.
E lo saranno ancora per il futuro; chissà ancora per quanto?...
Sto vivendo quello che tantissime altre famiglie hanno già vissuto, e che molte altre, purtroppo vivranno. Questo non mi consola. Ho superato il periodo di “massimo allarme rosso”; ora siamo sempre nell’emergenza, è diventata la quotidianità, la normale routine...
Cosa mi hanno
insegnato l’Alzheimer e
Un
concetto ZEN!
Qui
e Ora!
Si può vivere solo un giorno per volta, solo un attimo alla volta, solo un respiro per volta; nemmeno uno assomiglia al precedente o al successivo. Quando questo istante presente è stato vissuto, penso: anche questo è superato! Avanti il prossimo! Sperando in cuor mio che questo equilibrio quotidiano così precario, che ho architettato per pura sopravvivenza, non mi crolli addosso di colpo e non annienti anche me. Nutrendo la speranza che la situazione non peggiori troppo velocemente, augurandomi di avere il tempo e la forza d’animo e fisica di affrontare gli eventi.
Nel frattempo, ho dato le dimissioni da “Direttore dell’Universo”. Mi sono resa conto di non poter controllare e prevedere tutto. Ho buttato al macero i sensi di colpa, gli scrupoli inutili, i risentimenti. Ho messi in stand-by le aspettative, i progetti personali e anche i sogni. Mi occupo di cose pratiche, concrete: pannoloni, medicine, medicazioni, bollette, conti, spese, idraulici, dottori, lampadine rotte, parenti (di solito assenti o serpenti). Con pazienza, quasi senza alcun coinvolgimento emotivo, cerco di risolvere i problemi di ordine pratico, man mano che mi si presentano, secondo la lista delle priorità; con una freddezza, una lucidità, un distacco, un automatismo, che stupiscono me stessa per prima.
Devo dire grazie all’Alzheimer mio
malgrado, per avermi permesso di riconquistare la mia autostima, ho
riscoperto le mie capacità, e ho messo in luce le mie
potenzialità. Grazie alla malattia di Alzheimer dei miei congiunti,
sono riuscita a portare alla superficie della mia coscienza e consapevolezza,
molte capacità finora inespresse. Le terapie alternative e le tecniche orientali
riconducibili a ciò che, per semplificare, definiamo New Age, e tanto
per menzionarne qualcuna: meditazione, yoga,
Fiori di E.Bach, Nuad, shiatsu, concetti di energia, medicina
cinese, Ayurveda,
tibetana, aromaterapia, sciamanesimo, discipline di arti marziali e chi
più ne ha più ne metta; tutte indistintamente mirano allo
stesso fine. L’equilibrio e il benessere psicofisico, nutriti dalla
consapevolezza di sé, in armonia con l’ambiente circostante,
sono il traguardo da conseguire. Tutto quello che ho appreso al riguardo, nel
corso degli anni, durante il mio percorso di crescita personale, grazie
all’Alzheimer dei miei famigliari, ho potuto metterlo in pratica!
Direttamente
sul campo e GRATIS!?!
Ho acquisito l’accettazione e il distacco emotivo, per legittima difesa. Ho messo in dubbio la mia sanità mentale, ho imparato a fortificarmi e a combattere; ad assumermi certe responsabilità e a rifiutarne altre, che non sentivo mie. Ho sviluppato la mia inventiva e la mia attenzione. Ho imparato a delegare, a organizzare, a gestire situazioni difficili, mio malgrado.
Se i miei
famigliari, a causa della malattia di Alzheimer stanno lasciandosi sfuggire
il presente, come sabbia tra le dita, perdendo il ricordo del
loro spirito vitale
e la consapevolezza di sé, io sto riscoprendo e ritrovando me stessa.
Mentre loro si stanno allontanando dal loro centro, io mi sto avvicinando al
mio. In tutto questo vedo il grande equilibrio della natura e
dell’universo. Tutto inizia ad avere una logica. Nulla si crea e
nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Io ho bisogno dei miei vecchi per crescere e loro hanno bisogno di me; per concludere il percorso della loro vita con dignità. C’è scambio, ma i piani sono diversi; loro stanno ritornando alla Terra, io sto ancora tendendo al Cielo. Ripercorrerò la loro strada che è anche la mia, che è di tutti, ma possibilmente non subito, non adesso; più tardi, quando sarà il mio tempo naturale, ora è il loro tardo Autunno e il loro Inverno è imminente, è sempre più prossimo.
Auguro a loro un Inverno tranquillo e sereno, e aspetto fiduciosamente il maturare della mia Estate, ricca di luce e colori, rigogliosa di frutti! Poi il ciclo delle stagioni della vita continuerà a scorrere, per me, come per tutti ...

L’Alzheimer
è New Age?
Tutto questo, a
qualcuno, potrebbe sembrare molto ZEN!
(invece è uno stratagemma, che ho
escogitato, per non cedere allo stress!
Dedicato alle Amiche e agli Amici dell’ Associazione Goffredo de
Banfield, con tutto il mio affetto e la mia gratitudine, per il loro
costante, impagabile, prezioso e insostituibile aiuto.
Cristina Radivo
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La malattia di Alzheimer compie
100 anni! 2 aprile Giornata nazionale dell'Alzheimer |
Informazioni e
indirizzi utili, per saperne di più: http://www.alzheimer.it e-mail:info@alzheimer.it
www.debanfield.it e-mail: info@debanfield.it
e-mail: sostenitori@alzheimer.it
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