|
武士道 ovvero Bushidō
& PC racconto Il protagonista di questo racconto
è una cara persona di mia conoscenza, un giovane, brillante e stimato
Professore e Ricercatore presso una prestigiosa Facoltà universitaria;
una persona equilibrata e con molti interessi. Eclettico e di mente aperta, appassionato
dell’Oriente, qualche anno fa, fu invitato a soggiornare per un
periodo, in Giappone, per lavorare ad un progetto, in una importante
organizzazione giapponese. Un’esperienza stimolante,
gratificante e altamente qualificativa, nell’ ambito professionale
specifico della sua attività ma anche un’occasione unica per
entrare in contatto, in forma privilegiata, in un contesto lontano dal
proprio vissuto ed estremamente affascinante. Per una persona interessata
all’Estremo Oriente, alle sue tradizioni storiche, alle sue arti e alla
sua Era affiancato in questa situazione di
lavoro, da una sua collega giapponese, con cui cooperava e che a sua volta
aveva avuto l’opportunità di trarre profitto di
un’esperienza simile in Italia. Non turista, né viaggiatore, ma
collaboratore specializzato, inserito in un progetto di studio e lavoro
presso un autorevole ente, con una “guida” con cui era in
confidenza (per quanto si possa entrare in confidenza con un giapponese!), si
trovava a vivere nelle circostanze più favorevoli per conoscere o
approfondire alcuni aspetti culturali del Giappone, altrimenti inaccessibili
ai più.
Non stava cercando il solito souvenir di
viaggio, ma qualcosa di specifico, di particolare, che potesse rappresentare,
almeno in parte, il Giappone e il suo spirito nazionale. Pensando ad un suo anziano amico, per lui,
quasi un maestro, una persona singolare, un grande appassionato
dell’Asia, oltre che serio studioso della storia del Giappone e in
particolare della filosofia che sostiene le sue arti marziali, con cui
condivideva il proprio interesse per l’Oriente e che sicuramente poteva
apprezzare il segno, si convinse che portare in dono una versione moderna, in
giapponese, del libro -Bushidō- che descrive l’etica e il codice di comportamento degli
antichi guerrieri samurai, fosse il regalo più appropriato.
Successivamente queste regole furono
rivisitate e ulteriormente definite nel corso dei secoli e l’opera,
nelle varie trasposizioni e interpretazioni, è stata tradotta in molte
lingue ed è tuttora attuale e molto diffusa anche in occidente. Questo anziano amico, cultore appassionato
e competente del Giappone, tra l’altro, aveva curato la prefazione,
della traduzione italiana del testo di una versione, redatta da Inazô
Nitobe. Quale occasione migliore poteva
presentarsi al nostro protagonista? Era la persona adatta, il luogo era il
più appropriato e l’occasione la più idonea! Soddisfatto
della propria decisione, con chiarezza d’idee e serena determinazione,
si recò in una libreria per effettuare l’acquisto del libro. Nel
primo negozio in cui entrò, erano sprovvisti del volume, anzi sembrava
che non lo conoscessero affatto; pensò che presumibilmente dipendeva
dalla sua pronuncia, forse non corretta, del titolo dell’opera.
Fiducioso, spostò la sua ricerca in altre librerie; ma
incomprensibilmente, con lo stesso sconfortante risultato! Dopo alcuni tentativi infruttuosi, decise
di farsi aiutare nella ricerca e chiese alla sua collega giapponese,
certamente più esperta e più pratica della città, di
accompagnarlo. Il libro del Bushidō non era reperibile in nessuna
libreria, anzi sembrava che i commessi non fossero nemmeno al corrente, della
sua esistenza! Sconcertato e perplesso, forse anche un po’ deluso,
accantonò temporaneamente il suo proposito e, ormai vicino allo
scadere del termine del suo soggiorno, si dedicò ai preparativi per il
suo rientro in Italia. Uno degli ultimi giorni, ormai prossimo
alla sua imminente partenza dal Giappone, per una qualche motivazione, si
fermò oltre il suo solito orario di lavoro, nei grandi e spaziosi
uffici dell’importante azienda dove svolgeva il suo stage. Grandi aree
open-space, suddivise in separè impersonali, in cui lavoravano
centinaia di impiegati; ognuno di loro, seduto compostamente alla propria
scrivania, stava operando davanti al proprio computer. Si stava approssimando
lo scadere del turno di lavoro e c’era nell’ambiente un discreto
e organizzato fermento per disporre, secondo un criterio a lui oscuro, il
proprio spazio lavorativo. Allo scadere dell’orario di
lavoro, tutti gli impiegati, si alzarono ordinatamente in piedi, si
riassettarono gli abiti e con estrema compostezza e dignità
effettuarono, in sincronia assoluta, un perfetto inchino, un gasshō-合掌… al proprio PC; il computer, fedele strumento e
compagno di lavoro! gasshō-合掌 è
il termine giapponese che indica il gesto antico di unire i palmi delle mani
ad accompagnare un saluto, una preghiera o un atto di devozione. Dizionario
del buddismo. AVallardi Garzanti Editore s.p.a. 1994. Allibito e quasi sotto shock, con estremo
tatto, chiese educatamente, alla persona che lo accompagnava, una
delucidazione riguardo alla scena a cui aveva appena assistito con sgomento.
Il suo interlocutore, altrettanto gentilmente glielo spiegò: nelle piccole
e grandi aziende giapponesi, così come in tutto il Paese, viene
stimolato nella popolazione, fin dalla più tenera età, lo
spirito di appartenenza, il senso di identificazione nell’insieme
dell’unità nazionale.
Ereditati e trasmessi nel corso dei
secoli, i principi dell’etica del Bushidō, assorbiti
geneticamente, affioravano nell’epoca moderna, riadattati alle
circostanze; non più spade da Samurai ma PC e tecnologia avanzata.
Rimaneva inalterato lo spirito di dedizione al proprio Shōgun-将軍: l’azienda. Non era necessario,
anzi era quasi superfluo, qualsiasi libro che ne spiegasse i contenuti e i
significati, quando questi erano parte integrante del proprio vissuto di ogni
giorno! Ringrazio
Ermanno Visintainer, per il
contributo relativo alla corretta grafia e ai caratteri kanji dei termini
giapponesi. Nota: non mi reputo assolutamente
un’esperta nell’argomento, tutt’altro. La mia indole di osservatrice
appassionata, della natura dell’individuo e dei suoi comportamenti,
è per me, continuo spunto di riflessione e di evoluzione personale. Mi
auguro che queste righe siano, per l’incauto lettore, di
incoraggiamento all’approfondimento del tema e di sottile divertimento,
senza giudizio alcuno nei confronti degli ignari protagonisti.
BIBLIOGRAFIA:
Tradotto
per la prima volta nel 1899 in lingua inglese, "Bushidō divenne
rapidamente un classico, avendo un tale giudizio favorevole di pubblico da
conoscere dieci edizioni nel giro di pochi anni, un'edizione ampliata nel
1905 e traduzioni in quasi tutte le lingue occidentali. Il testo prende
spunto dal tentativo di rispondere alla domanda di un amico occidentale che
coglieva senza intenzione il punto nodale della differenza culturale tra
Giappone e Occidente, differenza che lo stesso Nitobe fino a quel tempo non
aveva avvertito con tale nitidezza Riferimenti
dal web: Inazo Nitobe, Bushido.
L'anima del Giappone (IBS)
(BOL) Altre
letture consigliate:
TSUNEMOTO YAMAMOTO HAGAKURE IL CODICE
SEGRETO DEI SAMURAI LUNI EDITRICE "Il codice
segreto dei Samurai" o "Hagakure" è senza dubbio il
testo più considerevole che il Giappone del medioevo ha originato per
l'etica del guerriero ed è servito da libro-guida per intere
generazioni di samurai e filosofi illuminati. Il mito che i suoi insegnamenti
hanno creato, guida da più di trecento anni il credo guerriero del
Samurai. Gli insegnamenti del monaco Yamamoto Tsunetomo (1659 -1719) riuniti
in undici volumi dal suo allievo Tashiro Tsuramoto mostrano la strada da
seguire per chi volesse affrontare il lungo cammino del guerriero. MUSASHI MIYAMOTO IL LIBRO DEI CINQUE
ANELLI ed.ASTROLABIO
Questo articolo
è stato presentato di recente da
ritorna ai pizzichi… Contatti e informazioni: info@waithai.it - Tel.: 347 1638 121 WaiThai®2004-2010 - Cristina Radivo
Asokananda’s authorized teacher
|
6 febbraio 2006