Scrittura
THAILANDESE
di
Edoardo Triscoli etno-grafologo
pirografista
ex-Libraio in Trieste
“Quasi
tutte le maggiori scuole linguistiche del mondo sono d’accordo nel
collocare la nascita della lingua parlata circa 100.000 anni fa, quando i
centri del linguaggio racchiusi nel nostro cervello iniziarono la loro
straordinaria storia, ancor oggi ben lontana dall’esaurire la sua
spinta iniziale.
Questa
straordinaria “attivazione” fu probabilmente dovuta ad una
esigenza sempre più sentita di avere a disposizione un linguaggio
molto più efficace (ma anche più complesso) che andasse oltre
ai grugniti e alla gestualità del corpo. Fu così che
l’uomo uscì dall’Eden, dalla dimensione tipicamente
animale del qui ed ora, incominciando a sviluppare la sua più esclusiva
caratteristica: la capacità di astrazione con la conseguente
produzione di simboli.”
“La grafologia sta alla personalità del singolo come
l’etnografologia sta all’anima di un popolo. Così
come “l’uomo scrivendo
descrive se stesso” (M: Pulver) altrettanto
accade per un popolo: la stessa forma delle lettere è la storia dei
popoli stessi. Le caratteristiche culturali, storiche e geografiche sono
sintetizzate nel tipo di scrittura che una determinata cultura produce per
conservare la sua storia.”
La scrittura THAI

Orgogliosa della sua identità culturale,
la Thailandia
(l’ex Regno del Siam)
stabilisce la forma della sua personalissima scrittura nel 1283 ad opera del Re Pho Khun Ramkhamhaeng พ่อขุนรามคำแหงมหาราช (1278-1317) che volle allontanarsi, anche
graficamente, dal prototipo indiano giunto fin lì tramite il buddismo.
Reperti storici di quell’epoca, databili intorno al 1292, sono giunti
fino ai giorni nostri, scolpiti su stele e cippi in pietra, in cui si possono
apprezzare alcuni esempi di scrittura thai.
Essendo una scrittura sillabica senza vocali il
thailandese scritto ha bisogno di segni diacritici che indichino
correttamente al lettore la pronuncia, operazione complicata anche dal fatto
che è una scrittura tonale; è difatti attraverso il tono del
parlato che si distingue la parola.
Questi piccoli segni che all’occhio del
profano assomigliano a lunette, “girini” e virgole, si trovano
sopra e sotto il rigo e grafologicamente sono indicatori di piccole
“trasgressioni”, di rapide fughe, di schegge che si staccano
dall’ipnotica regolarità del corpo scritturale, che è
privo di allunghi inferiori e superiori. La scrittura thailandese è
formata da tante linee verticali, indicazione di forte volontà; linee
che si arrotondano e curvano ai vertici rivelando così un grande senso dell’altro e abilità
diplomatica.
“La scrittura esiste solo in una civiltà
e una civiltà non può esistere senza scrittura”
E’ una scrittura che ricorda la foresta e un
elemento onnipresente nel paese quale è la canna di bambù,
unita ad un “movimento” grafico sinuoso come quello di un
serpente, grande e reale pericolo di quei luoghi.
Parente, perlomeno da un punto di vista grafico,
delle scritture dei paesi contigui (Cambogia,
Laos…) la scrittura thai presenta un caratteristico e ripetuto
cerchietto ai vertici e a metà delle sue lettere: la grafologia ci
dice che è un intenso segno di autoaffermazione, è una piccola
e perfetta porzione di spazio che il thailandese ritaglia per sé,
è una zona personale e inattaccabile della sua anima che non
dividerà, mai, con nessuno.
L’Oriente
ospitale e labirintico, raggiungibile ma mai completamente
accessibile, che ci mostra tanto senza però mostrare tutto. Ed
è proprio questo il suo fascino.
Sunto tratto dal capitolo dedicato all’“etnografologia” di Edoardo Triscoli inserito nel nuovo libro di Carlo
Chinaglia, Grafologia.
Il metodo scientifico più efficace per capire se stessi e il prossimo, Collana: Calìe €
24,00 Gremese Editore.
C’era
una volta... in via Giulia 75/3 a Trieste, la libreria de
“Il Giulia”
Dopo
lunga e impari lotta si è spenta la libreria Giulialibri.
ne
danno il triste annuncio il titolare Edoardo e le socie Cristina e Daniela.
La chiusura è stata effettuata
giovedì 31 maggio 2007.
Non
fiori ma opere letterarie.
Trieste,
30 marzo 2007 |
Edoardo
Triscoli è co-autore con Carlo Chinaglia dei libri: Graphologie Gremese Editore,
1996 e Grafologia.
Manuale di analisi psicologica con breve storia della scrittura L'Airone Editrice Roma, 1994
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