Prathet Thai
ประเทศไทย
-il Paese degli uomini liberi-
La
Thailandia o più correttamente il Regno di Thailandia,
in lingua thai è: Raja-anachakra Thai ราชอาณาจักรไทย,
talvolta trascritto come 'Ratcha
Anachak Thai'.
In ambienti più informali, è interpretato più frequentemente come:
Prathet Thai - ประเทศไทย, il Paese dei Thai, ovvero -il
Paese degli uomini liberi-.
Questa definizione, diffusa anche in Occidente, talvolta è interpretata in modo
approssimativo, se non ambiguo, per non dire “maschilista”; ed è purtroppo
accostata ad un doppio
senso di dubbio gusto, collegato ad una forma di degradante marketing
turistico.
Essendo
un’esponente del genere femminile, che a suo tempo, ha vissuto l’epoca del
femminismo rampante (pur non condividendone pienamente gli eccessi), una
definizione di tal genere suscita in me un sottile ma irritante moto di
fastidio e di ribellione! Voglio pensare dunque, che la definizione -il
Paese degli uomini liberi- riferito alla Thailandia sia intesa in maniera
generica e faccia riferimento ad entrambe le tipologie della specie umana,
per quanto rimanga nondimeno latente, un ragionevole dubbio…
Thailandia è un’italianizzazione (mi si
perdoni l’orribile termine) della denominazione in lingua inglese Thai-land, la cui traduzione letterale è: Terra dei Thai e la parola Thai-ไทย, in lingua
thailandese significa "libero", da qui il gioco di
parole… -Paese
degli uomini liberi- e il corretto significato, esprime un concetto
di molto più ampio respiro!
Prathet
Thai - Nazione dei liberi,
rispecchia pienamente
la
Storia e
la
Natura del popolo thailandese.
I Thai sono
il principale gruppo etnico della Thailandia e sono parte del più ampio
insieme etno-linguistico Tai, stabilitosi in epoche remote, sia in
Thailandia che nelle confinanti aree del Sud-Est asiatico. L’etnia thai, -razza- potrebbe essere considerato -non politically correct-, ha delle
caratteristiche, a mio avviso e per mia esperienza, particolari, che in un
certo qual modo confermano e avvalorano pienamente il significato
dell’espressione -Terra dei Liberi-.
La più ampia
diffusione dell’etnia Thai vive nella penisola siamese, anche se alcune
comunità di genti Thai si possono trovare in altre aree del Sud-Est asiatico.
La maggioranza, più di 60 milioni, vive nel Regno di Thailandia, mentre
troviamo enclave tai di antica data, in Cambogia, Laos, Myanmar (ex
Birmania), Malesia e nella provincia cinese dello Yunnan; in periodi più
recenti, altri Thai sono migrati, a Taiwan, Singapore, negli Emirati Arabi,
in Australia e negli Stati Uniti d’America.
La loro lingua è il
Thai, in thailandese: ภาษาไทย phasa
thai, classificata come
appartenente alla famiglia dei linguaggi Tai-Kadai. A questo
proposito, diviene d’obbligo il rimando all‘interessante articolo Thai e Altai del dott. E. Visintainer, al fine di ampliare il
concetto presentato.
La Thailandia è nota anche come Siam,
che è stato l’appellativo ufficiale della nazione thailandese, seppure con
periodi alterni, fino all'11 maggio 1949.
La parola Thai-ไทย, come espresso precedentemente,
in lingua thailandese significa "libero"
e indica anche il nome delle genti Thai; per questa ragione alcuni gruppi
della popolazione, in particolare la rilevante minoranza di origine cinese,
sembra continuino ad utilizzare il termine Siam, al fine di
sottolineare ed affermare la propria eredità genetica.
D’altronde, in
qualsivoglia nazione con una seppur minima estensione territoriale (basti
pensare ai Cantoni della Svizzera), non è possibile, in nessuna occasione,
ritrovare una totale e assoluta uniformità nella popolazione. Qualsiasi
confine o frontiera non è mai stato, nel corso dei millenni, totalmente
refrattario e impermeabile, tanto da escludere (per fortuna) un qualche
seppur minimo amalgama di genti. Che questa assimilazione sia imputabile a
scambi commerciali, conflitti, invasioni o conquiste, oppure a migrazioni e
fluttuazioni naturali dei popoli, è irrilevante. Una simile resistenza, d’altro
canto, sarebbe innaturale, nel senso più ampio del concetto, associato alla
Vita stessa, come alternanza di fasi.
Queste considerazioni sono motivate, esclusivamente
in base alla mia personale percezione, da una peculiarità che ho riscontrato
nei Thai; mi riferisco alla loro vena congenita di indomabile indipendenza e
individualismo.
Non si può, infatti, dimenticare che il Regno
del Siam può vantare il fatto di non essere mai stato assoggettato come
Colonia di un’altra nazione. Unico Paese dell’area del Sud-Est asiatico che
nell’epoca del più sfrenato colonialismo, sia riuscito a mantenere la propria
Indipendenza, con qualche inevitabile concessione territoriale, ma
relazionandosi alla pari con le altre Nazioni.
Questa
caratteristica affiora già in epoche passate: durante il Regno di Sukhothai
(1238-1368), che possiamo classificare come la prima Nazione-Stato Thai
articolata, il Re Pho Khun Ramkhamhaeng พ่อขุนรามคำแหงมหาราช (1278-1317) intuendo che “La scrittura esiste solo in una
civiltà, e una civiltà non può esistere senza scrittura[1]”,
al fine di rafforzare il senso di unità nazionale della popolazione e
favorirne l’identificazione, oltre che facilitare le comunicazioni e lo
sviluppo culturale del regno stesso; si prefisse lo staccarsi (anche
graficamente) dal prototipo pervenuto fin lì dall’India, attraverso il
buddismo. Il Re Ramkhamhaeng, nel 1283, confermando lo spirito
individualista tipicamente thailandese, riorganizzò la forma della scrittura
thai, perfezionandone e codificandone i segni grafici. Reperti storici di
quell’epoca, databili intorno al 1292, sono giunti fino ai giorni nostri,
scolpiti su stele e cippi in pietra, in cui si possono apprezzare alcuni
esempi di scrittura thai.
La società thailandese, nelle occasioni ufficiali o
comunque pubbliche è molto tradizionale e rispetta una rigorosa formalità.
Basti pensare che, sempre rimanendo nel tema linguistico, sussistono forme
diverse nel modo d'esprimersi, che variano secondo l’interlocutore o
l’ambiente. Per contro, nell’atteggiamento di tutti i giorni, traspare un
comportamento decisamente indipendente, una sorta di fierezza dell’anima, che
durante i miei viaggi in Asia, ai miei occhi di fărăng[2], è emersa in misura senz'altro minore, in altre genti asiatiche.
Questo atteggiamento autonomo e indipendente, è
riscontrabile anche nell’ambito dell’insegnamento del Nuad Börarn[3],
meglio conosciuto in Occidente come Thai-massage, argomento questo,
che mi coinvolge personalmente.
L’insegnamento del Thai-massage nelle varie Scuole, sia in Thailandia
che all’estero, non ha ancora una struttura ben definita, in quanto rifugge
per sua natura, dalla schematizzazione gerarchica, o dalla suddivisione in
livelli o gradi, propria della struttura piramidale, proposta da altre
discipline orientali, quali p.es. lo
shiatsu o le arti marziali. Struttura, a mio avviso, perfettamente funzionale
ma avulsa alla mia natura.
Sotto un certo punto di vista, potrebbe essere
auspicabile, uno schema di studio, concordato tra le varie Scuole, che
rendesse uniforme l’apprendimento della tecnica; per contro verrebbe
sicuramente a mancare, a parer mio, la caratteristica indipendenza thai,
elemento fondante del popolo thailandese. L’Arte del Nuad Börarn, nei suoi
differenti Stili di
insegnamento e nella sua applicazione pratica, rispecchia pienamente la
natura e lo spirito libero dei Thai e della Thailandia, -il Paese dei Liberi-
Thaigov.go.th -Royal Government of
Thailand
Tourism Authority of Thailand -TAT -Official tourism website
http://en.wikipedia.org/wiki/Thai_people
http://en.wikipedia.org/wiki/Thailand
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